Piano degli studi

Licenciatura, Primer Año

1° Semestre

Codice Nome Docente ECTS
iCO2 Comunicazione digitale I
La comunicazione mediata dai sistemi informatici – e in particolare quella realizzata sulla rete Internet – sta acquisendo un ruolo sempre maggiore all’interno delle organizzazioni e nei loro rapporti con il mondo esterno, così come nell’intera cultura e quindi anche nella Chiesa. Il corso illustra i principali strumenti per la progettazione della comunicazione integrata e le dinamiche del cloud computing; la conoscenza delle tecnologie e dei dispositivi digitali che compongono i sistemi di telecomunicazione, l’analisi e la valutazione del loro utilizzo, i concetti fondamentali e i criteri di valutazione e di discernimento. Infine, il corso presenta come analizzare, creare e gestire progetti digitali in ambito ecclesiale e offre alcuni accenni teologici per la loro fondamentazione.
Ruiz 5
iAL2 Antropologia e Letteratura II
Questa materia prevede la lettura guidata di alcune opere di narrativa considerate significative nella formazione della cultura umanista del nostro tempo. Il percorso di letture ha l’obiettivo di far conoscere “in diretta” diversi autori e opere sia del passato che contemporanei, permettendo allo studente di sviluppare un pensiero narrativo che abbraccia una logica legata alle azioni umane (desideri, emozioni, affetti, credenze) e alle interazioni tra individui (regole e motivazioni sociali), in un atteggiamento di ascolto ma anche di critica costruttiva rispetto ai diversi modi di pensare e di esistere proposti nei testi.
Molti argomenti di comunicazione della Chiesa presuppongono questioni legate all’antropologia e a una determinata concezione dell’essere umano da individuare non in astratto ma nel concreto della vita e degli eventi; nella lettura delle opere letterarie lo studente, entrando in contatto con la vita dei personaggi nelle diverse prospettive degli autori, ha l’opportunità di confrontarsi e dialogare su temi antropologici che appartengono intrinsecamente alla fede cristiana e alla sua comunicazione, in una modalità concreta ed esistenziale.

 
 
 
Bergamino 3
iPS3 Public Speaking
La materia presenta gli elementi fondamentali di una comunicazione orale efficace. Le qualità personali dell’oratore e gli atteggiamenti profondi su cui poggia la comunicazione orale. Le diverse situazioni comunicative in funzione dei tipi di pubblico a cui ci si rivolge e dei mezzi di comunicazione utilizzati. Le modalità per costruire un discorso efficace in base al fine perseguito: informare, persuadere, intrattenere, ecc. Il corso si struttura prevalentemente in due parti. Nella prima sezione si studiano in modo pratico i principi della oratoria classica di Aristotele, Quintiliano e Cicerone. Nella seconda parte si analizza il contenuto dei discorsi alla luce delle moderne tecniche del Public Speaking e della “Psicologia della persuasione”.
 
 
Tapia Velasco 8
iSG2 Sociologia generale
Gli esseri umani sono “animali sociali”, diceva il filosofo greco Aristotele, cioè esseri programmati per vivere con gli altri, per “vivere in società”. Ma che cosa è la società e di che cosa è fatta? Il corso di Sociologia generale intende rispondere a questa domanda, presentando i principali concetti della sociologia, la scienza che studia la società e le relazioni sociali. Scopriremo innanzitutto che cosa sono e come funzionano i gruppi sociali, dai più piccoli (come una famiglia o un gruppo di amici) ai più grandi (come le associazioni, le organizzazioni e le istituzioni, fino allo stato e alla chiesa). Poi vedremo come e perché all’interno dei gruppi si formano delle strutture di potere e di autorità e le loro diverse forme. Vedremo anche quali fattori favoriscono l’uguaglianza e la diseguaglianza sociale e perché alcune società riconoscono maggiormente i diritti delle persone rispetto ad altre.
Vedremo poi che cosa “tiene unita” la società: la cultura e gli elementi fondamentali che la compongono: le credenze comuni, i valori, le norme, i simboli, i rituali. Vedremo anche come questi elementi entrano a far parte della vita della singola persona, attraverso il processo educativo, e quali soggetti intervengono in questo processo. Infine cercheremo di comprendere come e perché le società si trasformano e cambiano nel tempo e in quali settori avvengono questi cambiamenti: nel campo della tecnologia, dell’economia, della politica, della religione, della cultura.
 
 
 
Gili 4
iTC2 Transculturalità e comunicazione
Gli elementi basilari della comunicazione istituzionale hanno una dimensione universale, fondata sulla teoria della comunicazione, sulla retorica, sul giornalismo, nella testologia, etc. Da questa base comune emergono però diverse sfaccettature della comunicazione secondo i differenti paesi e culture. E queste sono molto importanti, perché sempre si comunica in un ambiente culturale determinato e non in contesto astratto. Questo fenomeno ha due dimensioni: l'interculturalità e la transculturalità.
L’interculturalità come disciplina academica studia le diverse culture secondo i criteri di similarità e diversità; si tratta del paragone tra le culture. La transculturalità si occupa dei processi trasformazionali delle culture, quando gli aspetti culturali sono portati da una cultura all’altra, cioè la transculturalità studia le forme e i risultati della ricezione o della traduzione tra le culture.
Nel corso “Comunicazione istituzionale e transculturalità” vengono esposte le conoscenze scientifiche fondamentali sulla comparazione tra le culture, sulla trasposizione di valori da una cultura all’altra e sugli aspetti della traduzione, nel senso più ampio del concetto, che sono connessi a questi fenomeni transculturali.
 
 
 
 
Gil 4
iGI2 Comunicazione e governo delle istituzioni
Parte I: Azione manageriale. Qualità manageriali: definizione, acquisizione, tipi. Ruolo del coaching. Leadership: responsabilità, spirito intraprendente, creatività. Capacità di gestione: ordine e pianificazione, organizzazione del tempo, auto-controllo. Il ruolo della prudenza e della fiducia. Compiti manageriali. Presa di decisioni. Direzione di persone. Innovazione.
Parte II: La comunicazione istituzionale. La comunicazione istituzionale come processo. Fasi, requisiti, risultati. La gestione degli intangibili e della reputazione. 
Parte III. I dirigenti e la comunicazione istituzionale. Comunicazione personale (management communication). Comunicazione corporativa (corporate communication).
Parte IV. Direzione del Dipartimento di comunicazione (communication management). Competenze di linea: tipi, gestione per programmi, progetti e preventivi. Competenze di staff (collaborazione con altri dipartimenti): azioni di supporto diretto; strategie integrate. Struttura del dipartimento: gestione delle risorse esterne, gestione di squadre. Le strategie e le tattiche. Livelli di competenza: dal tecnico allo stratega. Integrazione del dipartimento nell’istituzione. Ubicazione nell’organigramma, rapporti con gli altri dipartimenti, profilo del direttore.
Parte V. La gestione di progetti. Direzione e gestione di progetti. Gestione del flusso di lavoro. Nozioni generali. Pianificazione, controllo, impulso.
Parte VI. Case studies.
 
 
 
 
 
Carroggio 5
iSP2 Competenze di comunicazione per la crescita e lo sviluppo delle persone
Il corso ha un approccio pratico di acquisizione di alcune abilità utili al governo o management. Ha per tema l’analisi e lo sviluppo di alcune competenze di comunicazione interpersonale mutuate dalla professione di coaching per promuovere nello studente una leadership efficace. Elementi di fondo del corso sono: come si lavora su un obiettivo personale e di team, come si gestiscono le emozioni, proprie e degli altri, come si gestiscono i conflitti. Durante il corso si affronteranno casi di studio in cui gli studenti sono chiamati a mettersi in gioco. E' diretto a coloro che adesso o in futuro si occuperanno di management e gestione delle risorse all'interno di una istituzione o un team e vogliono approfondire e sviluppare abilità per  lavorare in squadra e gestire le risorse. Il corso si rivolge dunque principalmente a possibili manager della comunicazione, leader e formatori.
Avrà una parte teorica - breve - di analisi e fondamento antropologico delle competenze, e una parte pratica di esercitazioni e allenamento negli strumenti utili ad acquisire tali competenze. Il corso è a numero chiuso per poter seguire in modo adeguato gli studenti nei momenti di esercitazione pratica. Richiede una discreta padronanza della lingua italiana. Il numero massimo di partecipanti è 12. L'esame del corso consisterà nella partecipazione alla materia stessa.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Bergamino 4
iRC2 Le ragioni del credere
Gli studenti di comunicazione saranno introdotti allo studio della teologia fondamentale. Alla fine del corso gli studenti saranno dotati degli strumenti filosofici e teologici di base per poter «rendere ragione della fede» (cfr. 1Pt 3,15) nel contesto contemporaneo (cfr. Fides et Ratio, n. 67). Attingendo al bagaglio di conoscenze acquisito durante il corso, si sapranno orientare autonomamente nelle principali questioni relative alle cinque parti in cui la materia è stata divisa: 1) Rivelazione, 2) Fede, 3) trasmissione della Rivelazione, 4) credibilità della Rivelazione, 5) singolarità della rivelazione ebraico-cristiana nel panorama delle religioni del mondo.
Tagliapietra 3
iSV2 Storytelling per la comunicazione dei valori
Nell’attuale sovrabbondanza informativa, le emozioni contenute in una storia riescono a farsi strada tra la valanga di contenuti e richiamare l’attenzione del pubblico. Possiamo dimenticare un dato o una notizia, ma difficilmente dimentichiamo una storia. Oltre alla memorabilità, le storie permettono all’udienza di capire più veloce e profondamente alcuni messaggi. Per questo, negli ultimi anni lo Storytelling sta risvegliando l’interesse delle organizzazioni. L'arte di raccontare storie è forse una delle abilità umane che diede luogo alla prima comunicazione sistematizzata: la narrativa orale; ora, paradossalmente, nell’era ipertecnologica è tornata di attualità. Molte aziende, istituzioni e personaggi pubblici hanno cominciato a vedere se stessi come racconti sostenuti nel tempo. In questa materia si vedrà il concetto di Storytelling -spesso usato in modo sbagliato- e l’evoluzione storica della narrativa, dagli inizi orali fino a l’uso di tecniche recenti come i podcast, le stories o l’intelligenza artificiale. Inoltre, si studieranno i componenti, la struttura dei racconti ed elementi di particolare interesse -i miti, gli archetipi, le metafore, i riti…-. Si analizzerà il potere delle storie per trasmettere valori, e si presterà particolare attenzione a come la Chiesa ha usato le storie per insegnare e condividere la fede. Per ultimo, si studieranno alcuni esempi di come applicare lo storytelling sia a livello organizzazionale che personale, con esercizi pratici in classe.
Narbona Cárceles 4
iMR2 Media Relations
Il corso ha come obiettivo lo studio delle relazioni con i media intese come attività di mediazione tra un’istituzione e i mezzi di comunicazione. Il corso studia la dinamica di queste relazioni anche nei suoi aspetti critici di apparente conflitto tra logiche inconciliabili (gli interessi dell’istituzione e il modo di agire dei media) per arrivare a delineare un modello di media relations capace di favorire il dialogo e la reciproca comprensione per il bene del pubblico. Al centro dello studio vi è il tema dei nuovi media e dell’evoluzione dell’ufficio stampa nell’era digitale, mantenendo comunque il focus sulle tecniche e gli strumenti classici di diffusione dei messaggi: il comunicato stampa, l’intervista, le dichiarazioni, la conferenza stampa, gli articoli di opinione, la partecipazione dibattiti o talk shows, le rettifiche e le smentite, ecc. Lungo il corso, i diversi argomenti sono affrontati considerando in particolare le sfide e le implicazioni che riguardano le istituzioni della Chiesa nel coltivare le relazioni con i media.
 
Sánchez Hurtado 5
iCR5 Comunicazione radiofonica
Evoluzione del mezzo radiofonico. Aree di lavoro della comunicazione radiofonica: la regia, lo studio, i locali ausiliari. Strumenti tecnici per la comunicazione radiofonica: microfoni, mixer, registratori, sistemi di montaggio digitali. Elementi del linguaggio radiofonico: voce, musica, effetti sonori. Il processo di elaborazione di un programma radiofonico: pre-produzione, produzione, distribuzione. La pre-produzione: le risorse umane e finanziarie, la scaletta, la scrittura delle notizie, la ricerca delle basi musicali ed effetti sonori. La produzione: tecniche di parlato radiofonico (dizione, articolazione, espressione, respirazione), il missaggio alla console, il montaggio audio digitale con software multitraccia. La distribuzione: il palinsesto radiofonico, il clock, le emittenti di formato. Parte pratica in studio: registrazione di dibattiti, interviste e programmi di attualità; scrittura, presentazione, registrazione e montaggio di notizie, giornale radio, inchieste radiofoniche e jingles; creazione di una radio e di un palinsesto.
 
 
 
 
 
Piana - Russo - Milán 10
iLI6 Lingua inglese
Díaz Dorronsoro 8
iTR6 Tirocinio

Prima di concludere gli studi del primo ciclo, gli studenti devono completare uno stage (10 crediti) presso un’istituzione informativa (ufficio stampa, giornale, ufficio di comunicazione diocesano, emittente radiotelevisiva, sito internet, ecc.). È compito dello studente contattare un’istituzione di proprio interesse per fare lo stage, che dovrà avere una durata minima di quattro settimane lavorative. Dopo aver concluso lo stage, lo studente deve chiederne la convalida in Segreteria Accademica presentando l’attestato rilasciato dall’ente”.

Per facilitare la ricerca di un posto adatto agli interessi di ogni singolo studente, e anche per agevolare la procedura di convalida (nel caso in cui si abbia già fatto il tirocinio) si prega di leggere con attenzione queste istruzioni e di riempire il modulo che i professori incaricati del coordinamento di questi stage (prof. Pujol e prof. Milán), distribuiranno in una sessione speciale per gli studenti del primo anno. Con questi dati, i professori incaricati potranno orientare gli studenti nella loro ricerca, in collaborazione con il coordinatore degli studi, il prof. Tapia, e con il prof. tutore di ognuno. In qualche caso si potrà mettere in contatto lo studente con un responsabile di istituzioni che hanno già collaborato con la Facoltà.

Comunque si ribadisce che è responsabilità esclusiva di ogni studente la ricerca dell’istituzione più adatta alle circostanze di ognuno, e ovviamente tutte le tappe e le risorse che occorrono per trovarla (lettere, fax, ecc.) e anche per svolgerla, comprese le spese di viaggio, vitto, alloggio, eventuale assicurazione, ecc.

Tuttavia, per evitare sprechi di tempo e di denaro, prima di fare uno stage (o tirocinio, o internship), si consiglia di chiedere l’approvazione dei proff. coordinatori (milan@pusc.it, j.pujol@pusc.it; d.sebastianelli@pusc.it). Perché non tutti gli stage vengono convalidati, oppure perché l’esperienza dice che in alcuni casi lo stage sarebbe troppo oneroso per lo studente.

D’altra parte, gli studenti che hanno già fatto uno stage possono farne un altro, e in questo senso possono anche chiedere aiuto ai coordinatori per trovare un posto del loro interesse. Com’è logico, non sono tenuti a certificare la loro presenza in questo eventuale secondo tirocinio, se il primo è già stato convalidato dal Comitato Direttivo della Facoltà.

Per ottenere la convalida dello stage bisogna consegnare nella Segreteria Accademica la lettera o altro documento rilasciato dall’istituzione frequentata, che possa certificare la presenza e il profitto dello studente. Eventualmente, si può anche consegnare una valutazione dello stage più accurata, seguendo il modello che i proff. coordinatori consegneranno a chi ne farà richiesta prima di iniziare lo stage. Questi documenti verranno valutati ed eventualmente approvati dal Comitato Direttivo della Facoltà.

Si ricorda che lo stage richiesto dalla Facoltà non è necessariamente quello determinato dall’esistenza di un obbligo di prestazione lavorativa, e tanto meno con diritto di retribuzione. Comunque, gli studenti sono liberi di scegliere la formula più adatta alle loro circostanze, tenendo conto che alcuni paesi possono avere una specifica legislazione in materia.

L’unica eccezione è il network EWTN, con cui la Facoltà ha una convenzione che le consente di inviare tre studenti ogni estate. La Facoltà s’impegna a fare una selezione e a trasmettere la documentazione completa (curriculum vitae, lettere, ecc.) tramite uno dei proff. coordinatori.

Sebastianelli - Milán 10

2° Semestre

Codice Nome Docente ECTS
iEI3 Etica informativa
L'obbiettivo di questo corso sarebbe di conoscere e comprendere i doveri professionali del lavoro giornalistico e i problemi più comuni dell’etica professionale che si presentano ai giornalisti nell’esercizio della loro attività informativa: libertà di espressione, verità, segreto professionale, rispetto della intimità e dell’onore, dovere e diritto di rettifica, ecc. Oltre alle lezioni teoriche, s'impara ad esercitare il giudizio prudenziale attraverso la risoluzione di casi pratici.
Attraverso la comprensione delle risposte etiche –le vere regole professionali- ai conflitti di coscienza che si pongono ai giornalisti nell’ottemperare alla loro missione, si cerca di arrivare a capire il significato vocazionale di questa professione informativa. Le soluzioni etiche verranno talvolta comparate con l’ordinamento giuridico di alcuni paesi che presentano la soluzione più adeguata o concorde con la risposta etica.
I temi affrontati sarebbero:
I. Rapporto Etica-Informazione. La professione giornalistica e il suo campo d’azione. Deontologia giornalistica. II. Verità dell’informazione e verità filosofica. Obiettività, imparzialità, neutralità e verità nell’informazione giornalistica. III. Libertà e indipendenza d’informazione. Libertà di stampa, libertà informativa e libertà d’espressione. I limiti morali alla libertà di espressione nell’informazione. I limiti della libertà di espressione artistica. IV. Il diritto-dovere di rettifica. V. La giustizia come virtù fondamentale del lavoro informativo. Relazione tra giustizia, libertà e verità. La calunnia. La lealtà e i limiti nella pubblicazione delle informazioni. Informazione e diritti umani. VI. Intimità, privacy e informazione giornalistica. VII. Il sensazionalismo moderato ed esagerato. Occultamento, omissione, tergiversazione, plagio, corruzione e servilismo. Le supposizioni e i diversi modi di sottrarsi alla responsabilità. VIII. Informazione e violenza. Il terrorismo e la propaganda terroristica. Giornalismo e conflitti. Giornalismo per la pace e giornalismo di pace. IX. Il segreto professionale. Natura del segreto professionale giornalistico: diritto o dovere. Il problema della legalizzazione del segreto professionale dell’informazione. Analisi comparata dei vari codici deontologici e delle leggi. X. Comunicazione e informazione. La distinzione aristotelica degli usi del linguaggio. Una distinzione chiave per caratterizzare le professioni dell’informazione e della comunicazione.
 
Pujol Soler 5
iPS3 Public Speaking
La materia presenta gli elementi fondamentali di una comunicazione orale efficace. Le qualità personali dell’oratore e gli atteggiamenti profondi su cui poggia la comunicazione orale. Le diverse situazioni comunicative in funzione dei tipi di pubblico a cui ci si rivolge e dei mezzi di comunicazione utilizzati. Le modalità per costruire un discorso efficace in base al fine perseguito: informare, persuadere, intrattenere, ecc. Il corso si struttura prevalentemente in due parti. Nella prima sezione si studiano in modo pratico i principi della oratoria classica di Aristotele, Quintiliano e Cicerone. Nella seconda parte si analizza il contenuto dei discorsi alla luce delle moderne tecniche del Public Speaking e della “Psicologia della persuasione”.
 
 
Tapia Velasco 8
iCG3 Comunicazione digitale II
Il corso cerca di comprendere la comunicazione su Internet, specie quella attraverso i website e le reti sociali. Non è un corso tecnico, perciò non si impara a aprire un sito web o a pubblicare nelle reti. È piuttosto un approccio strategico: come deve essere un sito per rispecchiare l'identità dell'istituzione? Come impostare una strategia che aiuti a veicolari gli stessi messaggi nelle diverse piattaforme digitali? Quali sono i compiti della persona che gestisce i canali digitali? Quali sono i limiti e le potenzialità della comunicazione istituzionale in ambito digitale?
 
 
 
Cantoni - Narbona Cárceles 5
iLC2 Linguistica applicata e comunicazione istituzionale
Il lavoro della comunicazione istituzionale si basa sulla produzione e recezione di testi sia scritti come orali. Questi sono da una parte una realtà intenzionale del mittente, ma dall'altra un prodotto dell'interpretazione del ricevente. La linguistica testuale cerca di studiare tutte le dimensioni della testualità: la tessitura dei testi, il testo come occorrenza comunicativa, lo spresato e l'implicito, i processi cognitivi della produzione e della recezione testuale, la struttura dell'informazione etc.
Nel corso si propone una visione sistematica delle differenti prospettive del testo secondo la linguistica testuale, nel nostro caso applicata alla comunicazione istituzionale, con un approccio transculturale, perché la testualità cerca sempre di essere efficace nell’ambiente culturale dove si sviluppa la comunicazione.
 
 
 
 
Gil 4
iIF2 Introduzione al fotogiornalismo
La finalità della materia è trasmettere ai responsabili della comunicazione istituzionale, a diversi livelli, le necessarie sensibilità e conoscenze che li aiutino a valorizzare la fotografia come mezzo di espressione. Oltre alle imprescindibili nozioni tecniche, il corso offre istrumenti di analisi e valutazione critica per un uso informativo e creativo dell’immagine grafica. Lo studente acquisisce una significativa conoscenza delle opere dei fotografi più rilevanti degli ultimi decenni.
 
Contreras 3
iCI1 La Chiesa nei rapporti istituzionali: strategie e protocolli
Nel corso vengono esaminati i rapporti che la Chiesa – Santa Sede, Conferenze episcopali, diocesi e parrocchie – deve stabilire e mantenere con le principali istituzioni religiose, civili, politiche e militari a livello locale, nazionale e internazionale. Il programma tratterà, tra l’altro, i seguenti punti: la Chiesa nel mondo; la Santa Sede negli organismi internazionali; i rapporti con gli Stati; il disegno di una strategia di rapporti istituzionali; lo studio dei protocolli; le principali istituzioni con le quali la Chiesa deve mantenere dei rapporti; le sfide e i possibili conflitti; alcuni casi pratici.
Velásquez 3
iVC2 Accoglienza delle vittime di abuso nella Chiesa
Cárdenas - Lisiero - Vigo - Pujol Soler - Espinosa Hernández - Insa Gómez 2
iBI3 Bioetica: inizio e fine vita
Requena - Silberberg 4
iCR5 Comunicazione radiofonica
Evoluzione del mezzo radiofonico. Aree di lavoro della comunicazione radiofonica: la regia, lo studio, i locali ausiliari. Strumenti tecnici per la comunicazione radiofonica: microfoni, mixer, registratori, sistemi di montaggio digitali. Elementi del linguaggio radiofonico: voce, musica, effetti sonori. Il processo di elaborazione di un programma radiofonico: pre-produzione, produzione, distribuzione. La pre-produzione: le risorse umane e finanziarie, la scaletta, la scrittura delle notizie, la ricerca delle basi musicali ed effetti sonori. La produzione: tecniche di parlato radiofonico (dizione, articolazione, espressione, respirazione), il missaggio alla console, il montaggio audio digitale con software multitraccia. La distribuzione: il palinsesto radiofonico, il clock, le emittenti di formato. Parte pratica in studio: registrazione di dibattiti, interviste e programmi di attualità; scrittura, presentazione, registrazione e montaggio di notizie, giornale radio, inchieste radiofoniche e jingles; creazione di una radio e di un palinsesto.
 
 
 
 
 
Piana - Russo - Milán 10
iAI2 Analisi e pratica dell'informazione II
Si approfondiscono i concetti studiati nel corso precedente (Linguaggio giornalistico I: analisi e pratica), con una più intensa esercitazione pratica. Gli studenti dovranno selezionare argomenti di attualità, documentarsi, selezionare le fonti, contrastarle, redigere le notizie ed editarle. Questo lavoro permetterà loro di capire da un punto di vista pratico la dinamica del lavoro giornalistico e venire incontro, in futuro, ai bisogni dei colleghi dei media.
Graziani 5
iFI2 Fondamenti della comunicazione istituzionale II
Questo corso fornisce una ampia base concettuale che tiene conto dello sviluppo della comunicazione nelle istituzioni odierne.   Partendo dagli intangibili più in rapporto con la comunicazione, questa materia aiuta allo studente a riflettere su come il lavoro di comunicazione in un istituzione deva partire della riflessione sull’identità e la cultura e deva avere una coerenza tra quello che si dichiara, quello che si vive e i materiali di comunicazione che si elaborano. In questo modo, il corso è incentrato sul carattere strategico della comunicazione.     Il corso combina le lezione teoriche con esempi pratici (casi di successo e fallimento) e elaborati mirati a che lo studente sappia come tradurre i concetti teorici sugli intangibili alla gestione pratica di essi. Il corso si divide in due blocchi:
Fondamenti della comunicazione II - 1: I valori intangibili. 1. Introduzione 2. I valori intangibili: credibilità, legittimità, rilevanza, reputazione, fiducia  3 In che cosa consiste la reputazione  4. Come si forma la reputazione (iceberg): identità, cultura, narrativa; relazioni, conversazioni, percezioni; immagine, reputazione autorità  5. Da chi dipende la reputazione  6.Come si coltiva la reputazione? 7. Guidare il cambiamento      Fondamenti della comunicazione II - 2: La comunicazione dei valori intangibili 8. La fiducia e il suo rapporto con la reputazione  9. Come contribuisce la comunicazione alla crescita della reputazione?  10. L’ascolto degli stakeholders  11. L’ascolto del contesto  12. Issues management: come non perdere la reputazione  13. Lo storytelling istituzionale  14. Managing your boss  15. Conclusione 
Bellido - Mora 3
iLI6 Lingua inglese
Díaz Dorronsoro 8
iTR6 Tirocinio

Prima di concludere gli studi del primo ciclo, gli studenti devono completare uno stage (10 crediti) presso un’istituzione informativa (ufficio stampa, giornale, ufficio di comunicazione diocesano, emittente radiotelevisiva, sito internet, ecc.). È compito dello studente contattare un’istituzione di proprio interesse per fare lo stage, che dovrà avere una durata minima di quattro settimane lavorative. Dopo aver concluso lo stage, lo studente deve chiederne la convalida in Segreteria Accademica presentando l’attestato rilasciato dall’ente”.

Per facilitare la ricerca di un posto adatto agli interessi di ogni singolo studente, e anche per agevolare la procedura di convalida (nel caso in cui si abbia già fatto il tirocinio) si prega di leggere con attenzione queste istruzioni e di riempire il modulo che i professori incaricati del coordinamento di questi stage (prof. Pujol e prof. Milán), distribuiranno in una sessione speciale per gli studenti del primo anno. Con questi dati, i professori incaricati potranno orientare gli studenti nella loro ricerca, in collaborazione con il coordinatore degli studi, il prof. Tapia, e con il prof. tutore di ognuno. In qualche caso si potrà mettere in contatto lo studente con un responsabile di istituzioni che hanno già collaborato con la Facoltà.

Comunque si ribadisce che è responsabilità esclusiva di ogni studente la ricerca dell’istituzione più adatta alle circostanze di ognuno, e ovviamente tutte le tappe e le risorse che occorrono per trovarla (lettere, fax, ecc.) e anche per svolgerla, comprese le spese di viaggio, vitto, alloggio, eventuale assicurazione, ecc.

Tuttavia, per evitare sprechi di tempo e di denaro, prima di fare uno stage (o tirocinio, o internship), si consiglia di chiedere l’approvazione dei proff. coordinatori (milan@pusc.it, j.pujol@pusc.it; d.sebastianelli@pusc.it). Perché non tutti gli stage vengono convalidati, oppure perché l’esperienza dice che in alcuni casi lo stage sarebbe troppo oneroso per lo studente.

D’altra parte, gli studenti che hanno già fatto uno stage possono farne un altro, e in questo senso possono anche chiedere aiuto ai coordinatori per trovare un posto del loro interesse. Com’è logico, non sono tenuti a certificare la loro presenza in questo eventuale secondo tirocinio, se il primo è già stato convalidato dal Comitato Direttivo della Facoltà.

Per ottenere la convalida dello stage bisogna consegnare nella Segreteria Accademica la lettera o altro documento rilasciato dall’istituzione frequentata, che possa certificare la presenza e il profitto dello studente. Eventualmente, si può anche consegnare una valutazione dello stage più accurata, seguendo il modello che i proff. coordinatori consegneranno a chi ne farà richiesta prima di iniziare lo stage. Questi documenti verranno valutati ed eventualmente approvati dal Comitato Direttivo della Facoltà.

Si ricorda che lo stage richiesto dalla Facoltà non è necessariamente quello determinato dall’esistenza di un obbligo di prestazione lavorativa, e tanto meno con diritto di retribuzione. Comunque, gli studenti sono liberi di scegliere la formula più adatta alle loro circostanze, tenendo conto che alcuni paesi possono avere una specifica legislazione in materia.

L’unica eccezione è il network EWTN, con cui la Facoltà ha una convenzione che le consente di inviare tre studenti ogni estate. La Facoltà s’impegna a fare una selezione e a trasmettere la documentazione completa (curriculum vitae, lettere, ecc.) tramite uno dei proff. coordinatori.

Sebastianelli - Milán 10

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